Volontariato: un viaggio di terza classe.

Milano - Torino, interno vagone: la discussione fra me e Rendina che prosegue da mesi e non ci lascia nemmeno il tempo di sistemarci che già siamo arrivati. Il controllore, intanto, evita accuratamente i nostri sguardi. Il terrore che la domanda venga fatta anche a lui è palpabile: servono volontari o servono schiavi?


Rendina sostiene, secondo me erroneamente, che la costruzione dell'impianto del Terzo settore sia corretta: voi essere non profit? Circondati del 51 per cento di gente che lo fa per passione e bontà d'animo.


Io dissento.


Se decidiamo di costituire una APS e entrare nel terzo settore avremo bisogno di persone che facciano associativismo con noi, di qualcuno, in buona sostanza, che si dedichi almeno quanto i 3 o 4 del direttivo a fare tutto il necessario. Ma è pacifico che non sia più l'associativismo di quando era giovane il mio papà e l'Italia era in boom economico. Allora del tuo tempo libero ci facevi ciò che volevi.


All'epoca tutti stavano bene.

Tutti avevano un lavoro.

Chi voleva poi si dedicava al volontariato.


La situazione economica oggi è quella che è e grandi spiragli di uscita dal pantano in cui siamo finiti se ne vedono pochi. Il sistema sociale è diventato come quegli scolapasta di plastica della mia infanzia che si contorcevano su loro stessi ad ogni gettata d'acqua calda.

Per non parlare dei servizi assistenziali che di certo non brillano per precisione Svizzera.


Lo stato ha bisogno del terzo settore e la pandemia l'ha dimostrato.


Gli italiani oggi hanno più tempo libero ma meno soldi e certezze. Ma hanno ancora lo stesso "difetto" di allora di volere il cibo in tavola.


Perché se voglio, se ho la possibilità, se lo reputo giusto e dignitoso, non posso corrispondere un gettone presenza, o un minimo contributo o fosse anche una mancia di ringraziamento a chi aiuta l'Associazione nella vita di ogni giorno?


"Perché lo dice la legge", mi risponde Rendina.

"Devi lavorare con volontari non pagati in maggioranza" ... Poi mi dà il contentino "comunque posso riconoscerti 150 euro mensili ...". Rendina prosegue ma nemmeno il controllore lo segue più.


Mi rifiuto di lavorare con persone senza pagarle. Lo trovo offensivo per la loro dignità e dovrebbe essere una lotta sindacale profonda e radicata.

Purtroppo non lo è.


La sottile linea di demarcazione con la schiavitù la trovo profondamente ingiusta in questo periodo storico.


La soluzione?

Si potrebbe ipotizzare di potere corrispondere loro un gettone presenza con una soglia di esenzione fiscale e contributiva.


Una sorta di "aiuto al sociale", con una franchigia di 5000 euro annue. Come peraltro recentemente previsto per il mondo sportivo..


È sbagliato?


Anche pretendere che il popolo lavori gratis lo è, da sempre...


Intanto siamo arrivari, il controllore ci saluta rinfrancato del fatto di non esser stato interpellato. Rendina borbotta che, in fondo, anche loro fanno del volontariato ... Villano !






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