200 euro? Si agli sportivi.



Nelle ultime settimane, per chi si occupa di gestione di paghe, personale e rapporti di lavoro, una delle domande più gettonate è sicuramente se si abbia o meno diritto ai "200 euro di Draghi” ovvero quanto previsto dal c.d. Decreto Aiuto del 17 maggio 2022.


Il provvedimento di corresponsione per i lavoratori dell'indennità di 200 euro, accolto come una piccola ma importante stampella in questo periodo che continua ad essere emergenziale, invece di essere stato gestito rapidamente e in maniera semplice e lineare, come ci saremmo tutti aspettati considerate le intenzioni del legislatore, ha invero evidenziato tutte le criticità della macchina amministrativa e burocratica, che ne ha disinnescato la portata e impedito la facile attuazione.


Per il lavoratore a tempo indeterminato era previsto un adempimento, per il chi è a tempo determinato un altro, per gli intermittenti, un altro ancora. Intermittenti forse no, poi si, seguito da alcune indicazioni che permettevano la corresponsione dell'aiuto direttamente dal datore di lavoro mentre altri dall’Inps ecc, in uno strano scenario tipico di questo paese dove nulla è mai semplice ma tutto è sempre squisitamente barocco. (Leggi qui per vedere lo schema degli adempimenti)


E per i collaboratori sportivi?

Inizialmente esclusi, dimenticai, reietti con inevitabili polemiche e tentativi (maldestri) di giustificarne la scelta. Tuto questo fino a pochissime ore fa quando è emersa la notizia secondo cui nel "Decreto Aiuti Bis" l'estensione dell'indennità da 200 euro verrà destinata anche ai collaboratori sportivi (si ipotizza per già da Ottobre). Un provvedimento preso in concerto con Sport e Salute che si prenderà a carico le indennità aper quei collaboratori sportivi che siano stati beneficiari di almeno uno dei sostegni Covid nel corso dei mesi passati.

Attendiamo di sapere come e con che modalità e, in particolare, se la gestione dei contributi verrà affidata direttamente a Sport e Salute, se verrà erogata automaticamente o dietro presentazione di domanda da parte del collaboratore, se su click day o con qualche altra diavoleria.


Il valore complessivo della “manovra“ dei 200 euro saràà di ben 68 milioni di euro di cui 30 milioni destinati a Sport e Salute.

Nessuno discute sull’importanza per molti di avere 200 euro ma forse impiegarli per l’interesse della collettività (impiantistica in primis) avrebbe dato maggiori vantaggi in termini di durata temporale per l'intera collettività. Ulteriore questione sulla quale potremmo discutere è sul perché non vi sia una programmazione a lungo termine ma sempre e solo una rincorsa al "rattoppo" estemporaneo delle problematiche presenti.


Un giorno un amministratore, dinanzi allo scempio architettonico di un impianto sportivo, sbottò urlando “voi che lo gestite non vi vergognate? “

Gli facemmo presente che i muri erano neri di quella tonalità di nero che solo la mancata manutenzione ventennale poteva dare, che l’impianto era trascurato e fatiscente come solo una mancata manutenzione seria ventennale poteva dare ed era troppo facile addossare colpe al presente quando però, nel corso della gestione ventennale, si era riusciti ad assicurare l'apertura dell'impianto alla collettività a prezzi accessibili e popolari.


Se in passato in molti non hanno programmato il nostro presente, pare che oggi non ci siano le condizioni per programmare il nostro futuro e il contributo da 200 euro, seppur gradito, ne è la dimostrazione. Ah quasi dimenticavo: dalla bozza del Decreto Aiuti Bis ci dicono che, fra le altre cose, verrà rifinanziato anche il bonus psicologo ... ne avremo bisogno.


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