top of page

IL CIO HA DEFINITO LA CATEGORIA FEMMINILE NELLO SPORT COSA COMPORTA PER LO SPORT DI BASE?

  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

A cura dell'Avv. Giorgio Sandulli


1)     Premessa – Il CIO adotta una nuova regola sullo sport femminile

Da qualche tempo nel mondo dello sport, tra dichiarazioni, Corti di giustizia, dichiarazioni politiche e polemiche (a volte strumentali) emerge un gran dibattito sui limiti da porre per l’acceso alle competizioni femminili.

Si tratta di una questione solo apparentemente semplice, perché la realtà è invece più complessa e bisogna prenderne atto.

Prima bisogna conoscere la realtà, poi i bisogni da tutelare e quindi gli obiettivi da perseguire; solo a quel punto le Istituzioni possono responsabilmente fissare le regole.

A noi quindi tocca capirle; se non le si condivide chiedere di cambiarle; ma intanto dobbiamo applicarle.

Allora vediamo di capire cosa ha disposto il CIO e come questa nuova regola impatti sugli operatori sportivi, cercando di essere il più possibile semplici e schematici lasciando approfondimenti e critiche ad altre occasioni.

 

2)     La nuova regola CIO sulle competizioni olimpiche femminili

Il CIO ha disposto che nelle competizioni femminili degli eventi olimpici potranno partecipare solo le donne caratterizzate dai cromosomi XX.

Una eventuale diversa qualificazione legale attribuita dallo Stato non conta. Così come non conta il genere in cui la persona si identifica.

Saranno pertanto escluse dalle competizioni femminili sia le atlete transgender sia chi ha un DSD – Differente Sviluppo Sessuale.

Questo perché le persone nate con cromosomi XY hanno caratteri maschili di maggior vantaggio in termini di forza, potenza e resistenza.

Il CIO non ammetterà nelle proprie competizioni femminili persone con caratteri cromosomici XY; siccome ogni regola ha la sua eccezione lo stesso CIO riconosce che vi sono alcune situazioni particolari, poco frequenti ma pur sempre naturali; per cui in presenza di specifiche (e rare) condizioni genetiche potranno essere ammesse anche donne con cromosomi XY.

 

3)     Questo vincolo da quando vale e per quali gare si applica ?

Premesso che alcune federazioni sportive hanno già in vigore alcune regole che, fino a nuova delibera della stessa Federazione, continuano a valere, questo nuovo vincolo CIO vale dai Giochi Olimpici di Los Angeles.

Fino al 14 luglio 2026, quindi, non si applica questa nuova regola.

Inoltre, il CIO ha chiarito che la sua nuova regola si riferisce solo agli eventi olimpici.

Quindi questo vincolo non si applica

-        alle competizioni federali (nazionali e/o internazionali) non olimpiche

-        allo sport di base e amatoriale

 

4)     Quali regole nello sport al di fuori dagli eventi olimpici ?

Va ribadito che questa nuova regola CIO non si applica in via automatica e diretta al di fuori dagli Eventi Olimpici, perché il CIO non ha potere diretto in tal senso; però prevedibilmente gran parte delle Federazioni Sportive Internazionali adotterà regole con analogo vincolo di esclusiva alle sole donne XX.

Le stesse Federazioni Sportive Internazionali potranno condizionare o anche vincolare le Federazioni Sportive Nazionali che pure hanno una competenza a regolamentare la questione.

Premesso che è prevedibile una larga adesione a queste nuove regole, va ribadito che essendo necessario un formale atto regolamentare della singola Federazione, in assenza la nuova regola non troverà applicazione per gli eventi federali non olimpici.

Situazione differente è quella che coinvolge lo sport amatoriale e di base.

Non solo il CIO non ha un potere diretto ma ha anche espressamente riconosciuto  che lo sport di base e amatoriale hanno obiettivi propri e distinti. Tra gli altri il CIO ha sottolineato quella della massima partecipazione e ha anche sottolineato che vi sono contesti differenti tra sport di base / amatoriale e sport competitivo e d’elite.

Il CIO ha quindi affermato che in ambito amatoriale e di base le regole di eleggibilità alle competizioni femminili dovranno essere attentamente considerate, per poter essere adeguatamente calibrate.

Pertanto le Istituzioni (sportive o civili) che governano lo sport amatoriale e di base potrebbero legittimamente assumere soluzioni diverse o più articolate.

 

5)     Conclusione: responsabilità delle Istituzione e compiti degli operatori ASD/SSD

In ogni caso, sia che si decida di applicare allo sport amatoriale e di base le medesime regole del CIO sia che se ne adottino di diverse, le Istituzioni non possono limitarsi a un mero e acritico rinvio alla decisione CIO. Non possono quindi limitarsi a “copiare” la decisione CIO in quanto restano gravate dall’onere di motivare qualsiasi scelta dovessero decidano di adottare.

A maggior ragione, non potendo dare autonoma e diretta attuazione a queste regole (tanto meno fino a luglio 2028), operatori sportivi e ASD/SSD non possono escludere praticanti solo sulla base dei principi affermati dal CIO, ancorché autorevoli.

Commenti


Logo CDS
© Consulenti dello Sport

P.iva  IT03879050130 -  Via  Innocenzo XI, n.19 - 22100 - Como (CO)

Professione DBN
OINP ETS APS
Logo Be.TV
bottom of page