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I PROFILI PROFESSIONALI DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE: LA NORMA UNI

  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 12 min

A cura dell'Avvocato Emanuela De Leo


 

Abstract — Il 30 aprile 2026 è stata pubblicata la norma UNI 11621-8:2026, primo standard nazionale in Europa a definire in modo sistematico i profili di ruolo professionale nel settore dell’intelligenza artificiale (IA). Il documento si colloca al crocevia tra la normazione tecnica, il diritto europeo — in particolare il Regolamento (UE) 2024/1689 («AI Act») — e la legislazione nazionale (l. 23 settembre 2025, n. 132). Il presente contributo ne analizza la struttura, le ricadute giuridiche e gli effetti sul sistema formativo e sul mercato del lavoro, con un focus dedicato alle applicazioni nel settore sportivo.

 

1. Che cos’è una norma UNI — una premessa per il lettore non specialista

Prima di entrare nel merito della norma UNI 11621-8:2026, è utile chiarire cosa si intende, nel sistema italiano, con l’espressione «norma UNI»: un termine tecnico che non coincide con la legge, ma che con la legge interagisce in modo sempre più rilevante.

1.1 L’Ente Italiano di Normazione

UNI è l’acronimo di Ente Italiano di Normazione. Si tratta di un’associazione privata senza scopo di lucro, riconosciuta dallo Stato e dall’Unione Europea come unico organismo italiano autorizzato a elaborare e pubblicare norme tecniche volontarie. In quanto membro dell’ISO (International Organization for Standardization) a livello internazionale e del CEN (Comité Européen de Normalisation) a livello europeo, UNI recepisce gli standard internazionali ed europei adattandoli al contesto nazionale, oppure elabora norme originali italiane laddove non esista ancora un riferimento sovranazionale.

1.2 Cosa è una norma tecnica e a cosa serve

Una norma tecnica è un documento che stabilisce requisiti, specifiche, linee guida o caratteristiche relativi a prodotti, processi o servizi, con l’obiettivo di garantire che siano adeguati allo scopo per cui vengono utilizzati. Le norme UNI non sono leggi: la loro applicazione è in linea di principio volontaria. Tuttavia, questa volontarietà di principio si trasforma spesso in obbligatorietà di fatto attraverso tre canali principali.

Il primo canale è il richiamo normativo: quando una legge o un regolamento rinvia espressamente a una norma tecnica per definire i requisiti che un prodotto, un servizio o un professionista deve soddisfare, quella norma acquista forza prescrittiva indiretta. Il secondo canale è la contrattualizzazione: nei capitolati di appalto pubblici e privati, le stazioni appaltanti includono sempre più frequentemente il rispetto di determinate norme UNI tra i criteri di qualificazione, nei limiti di pertinenza e proporzionalità rispetto all’oggetto dell’affidamento. Il terzo canale è la certificazione: il mercato tende a preferire prodotti, servizi e professionisti che possono dimostrare la conformità a uno standard riconosciuto, rendendo la certificazione un vantaggio competitivo reale.

1.3 La serie UNI 11621 e le professioni ICT

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