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La partecipazione popolare nello sport. Arriva il progetto di legge al CNEL

  • 5 ore fa
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Un disegno di legge approvato dal Cnel per rafforzare la partecipazione popolare nelle associazioni e società sportive dilettantistiche


*Emilio Minunzio – Cnel


Il testo, illustrato dal consigliere Emilio Minunzio, concentra l’intervento sul tessuto sportivo locale, con l’obiettivo di trasformare i club dilettantistici in veri presìdi civici. «Oggi lo sport rappresenta per molti giovani la principale forma di partecipazione sociale», ha spiegato Minunzio, richiamando i dati Istat. «In un tempo segnato dal declino delle forme tradizionali di impegno politico, è proprio nei circoli sportivi che le nuove generazioni esprimono il loro spirito associativo e si sentono parte attiva della comunità».


La proposta introduce la figura della “società a partecipazione popolare”, caratterizzata da governance collegiale, obblighi di trasparenza e limiti stringenti alla concentrazione delle quote: nessun socio potrà superare il 30% del capitale. Previsto inoltre il divieto assoluto di distribuzione degli utili, che dovranno essere reinvestiti in progetti sociali, dalle borse di studio alle campagne contro la violenza di genere, fino alle iniziative contro l’abbandono sportivo. «Vogliamo che le società sportive diventino presìdi di legalità e inclusione, capaci di restituire valore ai territori», ha sottolineato il relatore.


Sul fronte economico, il DDL prevede incentivi fiscali per i cittadini che investono nel capitale delle società e un credito d’imposta rafforzato fino al 50% per le realtà situate nei comuni delle aree interne. Tra le novità anche la possibilità di affidare in gestione alle società a partecipazione popolare impianti pubblici e beni confiscati, con l’impegno alla loro riqualificazione. «Elevare la partecipazione popolare a strumento di sviluppo territoriale e di contrasto alla deprivazione sociale è l’obiettivo centrale della proposta», ha aggiunto Minunzio.


L’ambizione è chiara: consolidare lo sport dilettantistico come strumento di coesione e risposta alle fragilità sociali, in linea con l’articolo 33 della Costituzione. Un modello che mette al centro comunità, trasparenza e radicamento territoriale.

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