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La tutela patrimoniale del Presidente associativo


Katia Arrighi ci parla della personalità giuridica del Presidente di un' Associazione e della tutela che da ciò ne deriverebbe.


Non ho mai realmente capito perché una persona che accetti l'incarico da Presidente di una polisportiva o di una associazione, soprattutto in quei territori di frontiera come il mio, debba sempre sentire un sussurro nell’orecchio che gli ricorda: “se sbagli ti portiamo via la casa”.


Un Presidente, con il suo lavoro, fa del bene alla collettività che sta intorno all’associazione e attraverso lo sport, o le attività di interesse generale, permette la creazione di una cultura civica in aiuto a tutto il tessuto sociale che lo circonda.

Può sbagliare qualcosa? Certo, come tutti noi.

Esistono concetti in diritto come la colpa. Eementi sogggetti del "reato" come la colpa lieve, la colpa grave, il dolo. Esiste poi, certamente la negligenza. Nel mio vissuto sono raissime le volte che mi sono imbattuta nella volontà delittuosa. Quasi sempre, invece, mi è capitato di incappare in errori per nulla figli del dolo o della colpa grave. Ma seguire le normative del nostro Paese è più difficoltoso che attraversare il Mar Rosso inseguito dall’esercito del faraone arrabbiato, e l’errore capita.

Spiegagli, Stato, che ha sbagliato e dargli possibilità di comprendere l’errore e non farlo più, non massacrarlo con sanzioni e interessi.


Durante un controllo da parte di un organo accertatore chiesero l’esibizione dell'originale appositamente annullato con una marca da bollo. All'epoca gli facemmo notare che tutto il procedimento era avvenuto a mezzo posta elettronica. Risposero seccamente: “no, vogliamo vederla dal vivo appiccicata al foglio perché, magari, l’avete staccata e riattaccata”. Dinanzi a queste cose resti disarmato e in silenzio e quando il presidente ti chiede “..ma perché faccio il presidente e perché mi metto in gioco? “, non puoi che dire “perché sei un eroe”.

Sul versante del Terzo Settore (in attesa delle novità per le sportive) finalmente, pare, qualcosa si sia mosso in tema di responsabilità personale attraverso l’acquisizione della personalità giuridica. Il tutto come recentemente espresso anche dalla Commissione del Terzo settore del Consiglio Nazionale del Notariato, alla luce degli studi sull’attestazione e iscrizione al registro unico del terzo settore. Sappiamo che la personalità giuridica per gli enti di tipo associativo a norma del Codice del Terzo Settore (D.lgs 117/2017) si può acquisire alla concomitanza di queste due condizioni:

  • che lo statuto sia conforme alle regole inderogabili del Terzo settore;

  • che l’ente sia dotato di un patrimonio minimo predeterminato dalla legge 15.000 euro per le associazioni e 30.000 euro per le fondazioni.

Il Consiglio Nazionale del Notariato ha però approfondito le questioni sottese a queste apparentemente semplici regole e, più in particolare, sul requisito del “patrimonio minimo”, sintetizzando e chiarendo numerosi dettagli operativi relativi:

  • alle competenze,

  • alla documentazione economico-contabile

  • caratteristiche procedurali per l’accertamento di tale importante requisito.

Gli studi si occupano della personalità giuridica e verifica notarile, composizione del patrimonio e documentazione necessaria chiarendo, fra le altre cose, che l’intervento di un Notaio per verificare la conformità statutaria e la sussistenza del patrimonio minimo di legge sia sempre necessario.


Tre la varie questioni affrontate una fra tutte, al momento, riteniamo sia da sottolineare: ovvero quella relativa alla termine di aggiornamento della documentazione contabile. Lasciando all'Avv. Rendina il compito (non semplice) di trattare gli altri argomenti (lo sentirete in podcast la prossima settimana) riteniamo che questa questione sia particolarmente interessante in quanto presuppone che un ente associativo sia organizzato per avere sempre e costantemente la situazione contabile (e di cassa) aggiornata. Lo studio del Notariato infatti ci dice che la documentazione contabile utilizzata per la determinazione dell’entità e della composizione del patrimonio dell’ente che vuole acquisire la personalità giuridica deve avere un preciso aggiornamento, che viene indicato in 120 giorni, analogamente a quanto stabilito dall’art. 42-bis del codice civile.

La situazione economico-finanziaria (o meglio la fotografia sulla disponibilità) non potrà, risalire a più di 120 giorni prima della data dell’atto (o verbale) notarile. Viene così ulteriormente chiarito anche il contenuto della circolare n. 9 del 21 aprile 2022 il quale, inequivocabilmente, faceva riferimento all’art. 42 bis del codice civile (come peraltro anche la massima n. 3 della Commissione Terzo settore del Consiglio notarile di Milano). Ecco ... mi domando: In quei 120 giorni... potrò sbagliare? L'errore scusabile mi "salverà"? Vale più la forma o la sostanza? Già il tema era stato ampiamente affrontato nel Settembre 2015 allorquando l'allora Direttore dell'Agenzia delle Entrate, Dott.ssa Orlandi, nel corso dell'incontro tenutosi a Torino per presentare la guida “Associazioni sportive dilettantistiche: Come fare per non sbagliare” aveva esortato tutti i soggetti del Terzo Settore, ed in particolare i verificatori, a non fare del formalismo un muro insormontabile fissando quale primario obbiettivo della guida quello di “aiutare chi decide di costituire o già gestisce una ASD, guidandolo, negli adempimenti fiscali quotidiani”. Da almeno otto anni continuo a ripetermelo, speriamo...

Fonti normative di riferimento

  • l’art. 22, commi 2, 3 e 4 del codice del Terzo settore;

  • gli artt. 16, 17 e 18 del decreto ministeriale n. 106 del 15 settembre 2020;

  • la circolare n. 9 del 21 aprile 2022 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che riguarda la trasmigrazione di organizzazioni di volontariato (Odv) ed associazioni di promozione sociale (Aps) iscritte nei precedenti registri delle Regioni e delle Province autonome.

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