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Lavoro sportivo: inquadramento e adempimenti



ADEMPIMENTI LAVORO SPORTIVO


[di Katia Arrighi e Alessandra Bulgheroni - Consulenti del lavoro]


Sugli adempimenti in tema di lavoro sportivo da molte parti si sente dire che “nulla è ancora chiaro “e che non vi sono a tutt’oggi grandi certezze.


In realtà, se è vero che mancano ancora alcuni passaggi meramente applicativi, nulla impedisce già ora di avere ben chiaro cosa fare per inquadrare correttamente il proprio personale nell’ambito del lavoro sportivo.


Che questo possa non piacere è tutto un altro discorso.


Già da prima non si poteva inquadrare con la fattispecie dei redditi diversi ex articolo 67 Tuir lett. m) un manutentore, una persona addetta alle pulizie o un bagnino; la riforma non cambia ciò che già prima non si poteva fare.


Cambia invece, e di molto, il vantaggio che si ha nell’inquadrare un lavoratore autonomo o un dipendente, soprattutto dal punto di vista della tutela per il Presidente e, più in generale, dell'Ente che procede con il corretto inquadramento del personale che opera nelle strutture.


Ad una prima e superficiale disamina questo cambio di passo è stato mal digerito in quanto gravoso e poco sostenibile. La Riforma, infatti, impone di porre in essere adempimenti che prima non si sentivano come necessari (a proprio rischio e pericolo a volte), e con essi nuovi costi come quelli per garantire la tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro o la tutela sanitaria degli istruttori. Ben inteso, adempimenti e costi, che non si sono materializzati dal 1 Luglio ma che sono sempre esistiti. Appare chiaro il cortocircuito in cui molti sono caduti: se si invoca da più parti “abbiamo diritto alla dignità di essere considerati lavoratori, si deve poi sottostare a quella che è la parte “meno divertente“ di essere lavoratori, ossia gli adempimenti e i limiti che l’inquadramento comporta.


La riforma, da più parti attaccata e considerata “il frutto di chi dello sport non comprende nulla“ è, in realtà, il tentativo di mettere ordine in un mondo che di ordine aveva palesemente bisogno. E non perché lo diciamo noi l'autorevole Corte di Cassazione, ma perché è stato ripetuto, stra ripetuto e urlato dagli stessi operatori del settore; gli stessi che però ora dicono “ah ma quindi non posso più fare doppi lavori senza fare il cumulo della tassazione? “.


Riflettiamo su ciò che invochiamo e chiediamo perché quando si avvera non sempre ciò che si avvera coincide con ciò che noi pensavamo di ottenere. È una lezione sulla quale riflettere con calma.


Ma a parte le considerazioni meramente sociali o sociologiche, fintanto a volte psicologiche, entriamo nel merito della normativa in tema di lavoro sportivo.


Quindi: chi è ora un lavoratore sportivo? Cosa può fare ora un lavoratore sportivo? Come accidenti lo pago un lavoratore sportivo?


Perché i discorsi filosofici piacciono a pochi, ma la concretezza nelle risposte piace a molti. E, di seguito, vi daremo le risposte a tutte queste domande.


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