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Riordino del sistema fiscale? Speriamo.



Il tema della riforma fiscale appassiona da sempre gli addetti ai lavori, ma anche i profani della materia, con una convinzione ormai diffusa che vi sia sempre necessità di un riordino e poca possibilità che ciò possa realmente avvenire, se non altro perché la situazione attuale è il frutto di sovrapposizioni strutturali vecchie di decenni che hanno portato il sistema ad essere oltremodo complicato e spesso incomprensibile ai più.


A chi dice che è semplice, a chi dice che è a misura di contribuente, a chi dice che nulla di complicato vi sia nella comprensione di una busta paga o in una dichiarazione dei redditi, ricordiamo che un tempo, neppure tanto remoto, i conteggi si effettuavano manualmente mentre ora, fra sistema di detrazioni, deduzioni, acconti, saldi etc. ci si affida a computer per agevolare non in velocità ma in comprensione stessa del problema.


Un esempio, fra tutti, è il calcolo e la tassazione conseguente del Tfr: quante volte ci siamo sentiti dire “è sbagliato“, quante volte abbiamo detto ”questa è carta e penna, dati i dati di partenza sviluppami a mano il calcolo e trovami a mano l'errore perché è facile dire che pensi sia sbagliato, il che è sempre possibile, ma mi devi trovare l'errore a mano”.


La semplificazione degli adempimenti, dei conteggi e del fisco è ciò che tutti si auspicano, ma che da anni si ripete e non si realizza, anzi si complica ogni anno di più.


L'ultima versione di questa epopea, che dovrebbe essere a vantaggio del contribuente ma che non sempre è così, è la riunione del Consiglio dei Ministri del 16 marzo ultimo scorso che ha approvato, con procedure d'urgenza, un disegno di legge di delega al Governo per la riforma fiscale.


Sull'urgenza lasciamo ai lettori ogni tipo di commento al riguardo, analizzando invece quelli che sono i principali obiettivi che il disegno si prefigge, con speranza di una “finalmente realizzazione”, formula grammaticale non certo corretta, ma che rende l'idea sulla situazione del problema.


Gli obiettivi principali sono:

  • impulso alla crescita economica del paese (già sentito molte volte anche in passato)

  • impulso alla crescita della natalità (già sentito molte volte in passato in un paese pressoché privo di aiuti nei confronti delle mamme, in particolar modo autonome)

  • riduzione del carico fiscale (speriamo vivamente tutti)

  • aumento dell'efficienza della struttura dei tributi (se dovesse accadere sarebbe un reale miracolo)

  • individuazione di meccanismi a sostegno delle famiglie (speriamo) dei lavoratori (speriamo) delle imprese (speriamo).


Il continuare a ripetere speriamo non è segno di sfiducia, tutt'altro, ma più un augurio che ciò possa avvenire, ricordando che saranno 15 anni che si ripete ovunque, dalla tv ai giornali, che “c'è urgenza di ridurre il cuneo fiscale“, ma tutta questa riduzione è ancora da venire.....


Il Governo adotterà entro 24 mesi da oggi uno o più decreti legislativi recanti la revisione del sistema tributario con particolare riferimento a:


  • Struttura dell'Irpef, che ora è a scaglioni, di aliquota in base al reddito prodotto.

  • Revisione che, a quanto pare, non piace già a molti pur non avendola ancora vista (ricordiamo che l'IRPEF è quella tassa che pagano le persone fisiche in base al reddito prodotto);

  • Revisione della tassazione di imprese;

  • Revisione dell'iva che, ricordiamo a tutti, paghiamo tutti anche come consumatori finali (quando sentiamo dire che la tassazione è solo il 5 o il 15 % ripetiamo sempre “e il 22 per cento di iva che paghi sui prodotti come consumatore finale come la consideri? Un omaggio allo Stato?)

  • ·Il graduale superamento dell'IRAP (su questa tassa, ci sia concessa la riflessione, è talmente da tanto che promettono di revisionarla o peggio ancora toglierla che ormai ogni speranza è andata vana, pur sperando ovviamente d'esser smentiti)

  • Razionalizzazione dell'imposta di registro, tassa che paghi ogni volta hai bisogno, perché costretto, di rivolgerti a determinati uffici statali

  • Razionalizzazione della imposta di successione, perché dopo una vita che hai lavorato e fatto sacrifici è giusto che i tuoi figli paghino per avere ciò che hai già pagato profumatamente

  • Razionalizzazione sull'imposta delle donazioni, perché insomma mica vorrai essere così villano da donare e sperare pure di farlo gratis.

  • Razionalizzazione dell'imposta di bollo, perché, si sa, mentre un diamante è per sempre un bollo non si nega mai a nessuno

  • Razionalizzazione degli altri tributi indiretti (perché alla affermazione indicata prima di chi dice che tanto si paga solo il 5% o il 15% di imposta sostitutiva ricordiamo sempre che fra iva, bolli, tributi di vario genere etc. si paga molto di più, ma molto, molto di più)

la più bella:

  • revisione sull’accertamento, con speranza che cambi l'assurdo assioma che l'onere della prova vada in capo al contribuente e inizi ad essere in capo all'amministrazione pubblica.

e poi, infine, il sempreverde

  • riordino dei giochi pubblici, che già di loro non dovrebbero neppure esistere, considerando le dipendenze e il disastro che hanno causato.


Insomma: riordino del sistema fiscale. Bellissimo.


Ma dopo tanti anni che si fa questo lavoro, il commento è: speriamo.

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