Governare lo Sport per governare lo sviluppo: il progetto saudita
- Redazione

- 30 dic 2025
- Tempo di lettura: 11 min

A cura del Dott. Paolo RAELI
Nel dibattito contemporaneo sulle politiche di sviluppo, lo Sport ha progressivamente superato la sua tradizionale collocazione settoriale, affermandosi come infrastruttura strategica capace di generare valore economico, capitale sociale e posizionamento geopolitico. L’Arabia Saudita rappresenta, pertanto, uno dei casi più avanzati e strutturati di integrazione dello Sport all’interno di una visione nazionale e regionale nell’ambito medio orientale di lungo periodo. Con la Vision 2030, il Regno ha formalmente riconosciuto lo Sport come leva trasversale di trasformazione economica, culturale e sociale, funzionale alla diversificazione del modello produttivo ed alla riduzione della dipendenza dalle rendite energetiche.
La scelta di collocare lo Sport al centro dell’agenda strategica nazionale risponde a un disegno sistemico che connette salute pubblica, sviluppo urbano, attrazione di investimenti, occupazione qualificata e soft power internazionale. Il settore dello Sport viene concepito come catalizzatore di filiere complesse, dalle infrastrutture al turismo, dall’intrattenimento all’educazione, in grado di generare impatti misurabili e duraturi nel tempo. Tale approccio riflette una concezione evoluta delle politiche sportive, nelle quali la dimensione economica, sociale e culturale si intreccia con obiettivi di sostenibilità e qualità della vita. In questo quadro, lo Sport assume una duplice funzione: da un lato, strumento di coesione interna e promozione di stili di vita attivi, in un Paese caratterizzato da una popolazione giovane e in rapida evoluzione; dall’altro, piattaforma di proiezione internazionale, attraverso la quale il Regno rafforza la propria visibilità globale e la capacità di attrarre partnership strategiche.
Definito il quadro strategico, è sul piano economico che l’ambizione saudita trova la sua prima, concreta misurabilità. L’inquadramento dello Sport trova un ruolo crescente come comparto produttivo autonomo e ad alto moltiplicatore economico. Le stime ufficiali indicano una traiettoria di crescita sostenuta, fondata su investimenti pubblici mirati e su un progressivo coinvolgimento del settore privato. Ciò che distingue il caso saudita non è la dimensione assoluta degli investimenti, bensì la loro concentrazione temporale ed il coordinamento istituzionale. Tale approccio consente di amplificare l’impatto macroeconomico del settore ben oltre la dimensione strettamente sportiva, favorendo la creazione di ecosistemi produttivi interconnessi. La progressiva maturazione del settore sportivo saudita è stata strettamente connessa alla capacità di attrarre investimenti privati e di sviluppare modelli di partenariato pubblico-privato. Lo Sport viene riconosciuto come asset class investibile, in grado di generare ritorni economici sostenibili e di offrire opportunità di diversificazione per operatori industriali, finanziari e istituzionali. Il passaggio da un modello prevalentemente pubblico a un ecosistema misto rappresenta uno degli elementi qualificanti della trasformazione in atto. Le riforme normative introdotte negli ultimi anni hanno creato un ambiente più favorevole agli investimenti, riducendo le barriere all’ingresso ed aumentando la trasparenza dei processi autorizzativi e gestionali. La valorizzazione economica dei club sportivi, la regolamentazione del settore fitness e wellness e l’apertura ai capitali esteri rispondono ad una strategia volta a rafforzare la sostenibilità finanziaria delle organizzazioni sportive, riducendo la dipendenza dal sostegno pubblico diretto. In questo quadro, i club e le strutture sportive sono progressivamente concepiti come entità imprenditoriali, dotate di responsabilità gestionale ed orientate alla creazione di valore nel medio-lungo periodo. I modelli di partenariato pubblico-privato assumono un ruolo centrale anche nello sviluppo delle infrastrutture e nell’organizzazione degli eventi, consentendo di condividere rischi, competenze e risorse. La collaborazione tra istituzioni, fondi di investimento ed operatori specializzati favorisce l’adozione di standard internazionali in termini di governance, efficienza operativa e qualità dei servizi, contribuendo a rafforzare la credibilità del sistema sportivo saudita agli occhi degli investitori globali. Nel loro insieme, gli investimenti privati ed i modelli di partenariato delineano una nuova fase dello sviluppo sportivo del Regno, in cui il capitale non è soltanto strumento finanziario, ma leva di innovazione, professionalizzazione ed accountability. È in questa convergenza tra visione pubblica ed iniziativa privata che lo Sport saudita consolida la propria ambizione di diventare un ecosistema competitivo, sostenibile ed integrato nel mercato globale.
Accanto alla dimensione economica, il Regno ha attribuito allo Sport una funzione profondamente sociale e culturale, riconoscendone il ruolo come strumento di coesione, inclusione e trasformazione dei comportamenti collettivi. L’incremento della partecipazione sportiva non viene interpretato esclusivamente come indicatore di benessere fisico, ma come leva per rafforzare il capitale sociale, promuovere l’inclusione e sostenere un processo graduale di cambiamento culturale all’interno della società saudita. Le politiche pubbliche orientate alla diffusione della pratica sportiva mirano a rendere l’attività fisica parte integrante della vita quotidiana, superando una visione elitaria e/o esclusivamente agonistica dello Sport. In tal senso, l’accesso agli impianti, ai programmi dello Sport di base e alle iniziative comunitarie contribuisce a costruire una cultura dello Sport intesa come bene pubblico, capace di generare benefici diffusi in termini di salute, socialità e qualità della vita. La partecipazione diventa così un indicatore di sviluppo umano, coerente con gli obiettivi più ampi di modernizzazione del Paese. Un elemento particolarmente rilevante riguarda il ruolo dello Sport nei processi di inclusione con la partecipazione femminile e giovanile. L’espansione delle opportunità sportive per le donne rappresenta uno dei segnali più visibili del cambiamento culturale in atto nel Regno, con effetti che si riflettono non solo sul piano sportivo, ma anche su quello educativo, professionale e simbolico. Allo stesso modo, i programmi dedicati ai giovani rafforzano il legame tra Sport, identità ed appartenenza, contribuendo alla formazione di competenze trasversali e valori condivisi. Il Regno sta perseguendo la generazione occupazionale giovanile con delle attività legate alla gestione degli impianti sportivi, all’organizzazione degli eventi, al marketing, alla tecnologia ed ai servizi alla persona che contribuiscono alla nascita di nuove professionalità e competenze. Di conseguenza, il contributo al PIL non deve essere letto esclusivamente in termini di output economico, ma come indicatore di una più ampia strategia di sviluppo inclusivo e sostenibile. L’impatto culturale dello Sport si manifesta anche nella capacità di creare nuovi spazi di aggregazione e di espressione, in cui tradizione ed innovazione dialogano. In questo quadro, lo Sport diventa un linguaggio comune attraverso cui il Regno costruisce una narrazione interna orientata al dinamismo, alla partecipazione collettiva, consolidando il proprio percorso di trasformazione sociale. Il ruolo del Ministero dello Sport si è, pertanto, evoluto da funzione prevalentemente amministrativa a centro di indirizzo strategico istituzionale in grado di allineare le politiche sportive con quelle della salute, dell’educazione, dello sviluppo urbano e della qualità della vita.
L’organizzazione e l’attrazione di grandi eventi sportivi internazionali assumono una valenza che va ben oltre la dimensione spettacolare o competitiva. Per l’Arabia Saudita, gli eventi globali rappresentano strumenti consapevoli di soft power, attraverso i quali il Paese costruisce una nuova narrativa internazionale fondata su apertura, modernità e capacità organizzativa. Lo Sport diventa così un linguaggio universale, capace di veicolare messaggi politici, culturali ed economici in modo più efficace e meno conflittuale rispetto ai tradizionali canali diplomatici. L’hosting di competizioni di rilievo mondiale consente al Regno di posizionarsi come interlocutore credibile nel sistema sportivo globale, rafforzando le relazioni con federazioni internazionali, sponsor, broadcaster e stakeholder istituzionali. In questo processo, l’evento sportivo è una piattaforma di relazioni che genera capitale reputazionale e consolida la presenza saudita nei principali circuiti decisionali dello Sport internazionale. La continuità e la varietà degli eventi ospitati contribuiscono a costruire un’immagine di affidabilità e di visione di lungo periodo. Sul piano interno, i grandi eventi svolgono anche una funzione simbolica e sociale, favorendo l’orgoglio nazionale e la partecipazione collettiva, oltre a stimolare l’interesse verso la pratica sportiva e le professioni collegate al settore. La dimensione globale dell’evento si è evoluto, altresì, ad acceleratore di processi culturali interni, coerenti con gli obiettivi di apertura e modernizzazione della società saudita. Infine, è rilevante notare come la capacità di integrare gli eventi sportivi in strategie di legacy planning possa rafforzare gli investimenti in infrastrutture, competenze e servizi permanenti allo sviluppo territoriale del Paese.
Il turismo sportivo rappresenta un altro degli ambiti in cui la strategia saudita esprime con maggiore chiarezza la propria vocazione integrata e territoriale. Lo Sport viene infatti concepito come motore di attrattività turistica e come elemento strutturante di nuovi modelli di sviluppo urbano e regionale, in cui infrastrutture sportive, ospitalità, intrattenimento e paesaggio convergono in un’unica proposta di valore. Questa impostazione supera la tradizionale separazione tra impianto sportivo e contesto territoriale, dando origine ad ecosistemi esperienziali ad alta intensità di investimento ed innovazione. I grandi progetti di sviluppo, concepiti come destinazioni multifunzionali, integrano lo Sport all’interno di masterplan che combinano eventi, attività ricreative, wellness, cultura e sostenibilità ambientale. In tale prospettiva, le infrastrutture sportive non sono progettate esclusivamente per l’agonismo e/o per l’evento, ma come spazi permanenti capaci di generare flussi turistici continuativi e di adattarsi a diverse tipologie di utenza. Il turismo sportivo diventa così una componente strutturale dell’economia dell’esperienza, orientata a visitatori internazionali, famiglie, praticanti e pubblico generalista. Il turismo sportivo assume una valenza che supera la dimensione nazionale, configurandosi come leva di integrazione territoriale e di espansione del mercato di riferimento. Lo Sport diventa così un’infrastruttura economica capace di connettere città, paesi e bacini di utenza, trasformando l’esperienza sportiva in un fenomeno di mobilità regionale e di consumo culturale transfrontaliero. In questo contesto, l’introduzione del Unified Tourist Visa nel Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) rappresenta un punto di svolta di straordinaria rilevanza strategica. La possibilità di muoversi senza frizioni tra i Paesi del GCC consente, per la prima volta, di generare valore lungo l’intera catena dell’ospitalità, dei trasporti, dei servizi e dell’intrattenimento (Away Fan Economy), analoga a quella che caratterizza da decenni il mercato sportivo europeo. Se in passato la logistica e le barriere amministrative limitavano la mobilità dei tifosi, oggi si apre uno scenario completamente nuovo: un appassionato può assistere a un evento sportivo a Riyadh, proseguire verso Dubai per un weekend e concludere l’esperienza con una finale a Doha, all’interno di un unico ecosistema regionale integrato. Questo mutamento strutturale ridefinisce radicalmente il mercato indirizzabile dello Sport. L’orizzonte non è più quello di una domanda esclusivamente nazionale, ma di un bacino regionale che supera i 60 milioni di persone, ampliando in modo significativo le opportunità per organizzatori di eventi, operatori turistici, gestori di infrastrutture ed investitori. Un ulteriore elemento distintivo riguarda l’attenzione alla qualità progettuale ed alla sostenibilità delle infrastrutture dedicate ai visitatori. Gli impianti ed i complessi integrati sono pensati per rispondere a criteri avanzati di efficienza energetica, gestione delle risorse e fruibilità. Questa impostazione consente di coniugare l’ambizione iconica delle nuove infrastrutture con una visione di lungo periodo orientata ai criteri ESG, alla legacy ed alla valorizzazione del capitale territoriale. Il turismo sportivo assume anche una funzione strategica di posizionamento internazionale, contribuendo a ridefinire l’immagine reputazionale dell’Arabia Saudita come destinazione aperta, dinamica ed orientata alla qualità dell’esperienza. Lo Sport si afferma così come piattaforma attraverso cui il territorio viene narrato, vissuto e reso competitivo nel mercato globale del turismo e del tempo libero. Le infrastrutture sportive integrate assumono un ruolo chiave come nodi di una rete territoriale più ampia, pensata non solo per ospitare eventi, ma per sostenere una nuova cultura della mobilità sportiva e dell’esperienza condivisa. Il turismo sportivo si afferma, dunque, come programma regionale di sviluppo, rafforzando il posizionamento del Golfo, e dell’Arabia Saudita in particolare, come spazio unitario di fruizione sportiva, economica e culturale.
Nel disegno strategico governativo l’innovazione tecnologica rappresenta uno degli assi portanti attraverso cui lo Sport viene proiettato nel futuro. Appare tuttavia, essenziale distinguere tra due traiettorie di sviluppo profondamente diverse, spesso impropriamente sovrapposte nel dibattito pubblico. Da un lato, vi è il processo di digitalizzazione dello Sport tradizionale, che riguarda l’evoluzione dei modelli di fruizione, gestione e monetizzazione attraverso dati, piattaforme digitali, intelligenza artificiale e nuove forme di fan engagement. Questa adozione di tecnologie avanzate nello Sport tradizionale, dall’analisi dei dati alla sensoristica, dall’intelligenza artificiale alle soluzioni immersive, contribuisce a modernizzare l’intera filiera sportiva. Sono strumenti che migliorano le prestazioni, l’efficienza gestionale ed aprono nuovi spazi per modelli di business orientati alla personalizzazione dell’esperienza sportiva e alla monetizzazione dei contenuti. In questo quadro, l’innovazione tecnologica assume anche una funzione abilitante rispetto agli obiettivi di sostenibilità ed inclusione, consentendo di ampliare l’accesso allo Sport, ridurre le barriere geografiche e generare dati utili alla valutazione dell’impatto sociale ed economico. Dall’altro lato, parallelamente, emergono forme di Sport nativamente digitali, in primis gli esports, che non rappresentano una semplice estensione dello Sport convenzionale, ma configurano un ecosistema autonomo, con proprie logiche industriali, culturali e di mercato. In tale prospettiva, lo Sport non è più soltanto un’esperienza fisica, ma un ecosistema ibrido in cui dimensione reale e digitale si integrano, ampliando platee, modelli di business e opportunità di investimento. Il forte orientamento verso gli eSports risponde in modo diretto alla struttura demografica del Paese ed alla crescente centralità delle industrie creative e digitali, ed è proprio in relazione a questa seconda traiettoria che il posizionamento saudita assume una valenza regionale strategica. L’Arabia Saudita non si propone infatti esclusivamente come mercato domestico, ma come hub di riferimento per l’intera regione medio orientale e nord africana (MENA), caratterizzata da una popolazione giovane, altamente digitalizzata e culturalmente affine ai linguaggi del gaming e dello Sport digitale. Il Regno ha intenzione di ampliare in modo significativo il mercato indirizzabile, rafforzando l’attrattività del Paese per investitori, publisher e operatori internazionali interessati a piattaforme scalabili su base sovranazionale. L’investimento in grandi eventi, piattaforme dedicate e partnership internazionali segnala la volontà di strutturare il comparto in modo stabile, superando la logica sperimentale e favorendo la nascita di un vero mercato industriale. Gli eSports e lo Sport digitale diventano così non un’alternativa, ma un’estensione strategica dello Sport, coerente con l’ambizione saudita di posizionarsi come leader di innovazione e trasformazione nel settore sportivo.
L’ascesa dell’Arabia Saudita come attore centrale nello scenario sportivo internazionale, per intensità degli investimenti e rapidità di esecuzione, pone inevitabilmente il tema delle criticità e delle prospettive di medio-lungo periodo del modello adottato. La proiezione globale dello Sport saudita si colloca infatti in un contesto internazionale complesso, nel quale le dinamiche economiche, reputazionali e regolatorie si intrecciano con aspettative crescenti in termini di trasparenza, sostenibilità e responsabilità istituzionale. Una prima area di attenzione riguarda la capacità di trasformare l’ingente volume di investimenti in valore strutturale e duraturo. Il successo del modello non dipenderà esclusivamente dalla quantità di risorse mobilitate o dalla visibilità degli eventi ospitati, ma dalla reale qualità della governance, dalla sostenibilità finanziaria delle infrastrutture e dalla loro effettiva integrazione nel tessuto economico e sociale. In questo senso, la gestione della legacy rappresenta una sfida cruciale, soprattutto in relazione ai grandi eventi internazionali ed ai progetti infrastrutturali di scala eccezionale. Sul piano internazionale, il posizionamento del Regno è oggetto di un’attenzione costante da parte di istituzioni sportive, investitori ed opinione pubblica globale. La crescente centralità dell’Arabia Saudita nel sistema sportivo mondiale impone un dialogo continuo con gli standard internazionali di governance, etica e sostenibilità, elementi sempre più rilevanti nelle scelte di partnership e nelle strategie delle organizzazioni sportive globali. La capacità di allineare ambizione strategica e credibilità istituzionale sarà determinante per consolidare relazioni stabili e di lungo periodo. Al tempo stesso, le prospettive internazionali appaiono significative. Il modello saudita potrebbe fungere da riferimento per altri paesi emergenti che intendono utilizzare lo Sport come leva di sviluppo integrato. L’analisi del percorso intrapreso dall’Arabia Saudita evidenzia come lo Sport sia stato elevato a vera e propria architettura strategica dello sviluppo nazionale. Non si tratta di una politica settoriale, né di una semplice strategia di visibilità internazionale, ma di un progetto sistemico che integra dimensione economica, sociale, culturale e geopolitica in un disegno di lungo periodo. Lo Sport diventa così uno spazio di convergenza tra riforme strutturali, investimenti infrastrutturali, innovazione tecnologica e trasformazione dei modelli di governance. Gli scenari futuri dipenderanno dalla capacità del Regno di consolidare quanto avviato, trasformando la fase di espansione in una fase di maturità. La sfida principale non sarà più quella della crescita, bensì quella della qualità: qualità delle istituzioni sportive, delle infrastrutture, delle competenze e dei meccanismi di valutazione dell’impatto; l’integrazione dei criteri ESG rappresenterà un fattore determinante per garantire la resilienza del sistema sportivo nel tempo. Sul piano internazionale, l’Arabia Saudita è destinata a rimanere un attore centrale del panorama sportivo globale. La combinazione tra demografia favorevole, capacità di investimento e visione strategica crea potenzialmente le condizioni per un ruolo di leadership, sia come host di eventi, che come produttore di modelli e standard. Nel suo insieme, l’esperienza saudita non può essere letta unicamente come un caso di espansione accelerata del settore sportivo, né come una strategia di posizionamento internazionale fondata sull’attrazione di eventi e capitali. Essa si configura piuttosto come un tentativo consapevole di ridefinire il ruolo dello Sport all’interno dei processi di trasformazione economica, istituzionale e culturale di uno Stato, utilizzandolo come infrastruttura strategica capace di generare valore, consenso e proiezione globale nel lungo periodo.
La traiettoria intrapresa dal Regno solleva così una questione di più ampio respiro, che travalica i confini nazionali ed interroga l’intero sistema sportivo globale: se lo Sport può essere progettato, governato e finanziato come leva strutturale di sviluppo, fino a che punto i modelli tradizionali, spesso frammentati, reattivi e scarsamente integrati con le politiche pubbliche, risultano ancora adeguati alle sfide contemporanee? In questa prospettiva, l’Arabia Saudita rappresenta un nuovo centro di gravità del mercato sportivo globale, il cui esito contribuirà ad orientare il dibattito futuro sul rapporto tra Sport, Stato, mercato e collettività.










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