L’intelligenza artificiale nello sport e nel terzo settore: le sfide di compliance tra i D.Lgs. 160 e 179 del 2026

A cura dell'Avv. Emanuela De Leo
Quando il dibattito pubblico affronta il tema del governo e della regolamentazione dell’intelligenza artificiale, la narrazione tende quasi invariabilmente a schiacciarsi sul perimetro delle grandi corporation tecnologiche e dei colossi del mercato privato. Esiste tuttavia un tessuto organizzativo assai vasto, operativamente complesso e capillarmente radicato sul territorio, che sta integrando questi strumenti a ritmo serrato e che si trova oggi dinanzi a un cambio di paradigma normativo non più rinviabile. Mi riferisco al mondo dello sport e del non profit: un universo popolato da Associazioni Sportive Dilettantistiche, Società Sportive, Federazioni, Enti di Promozione Sportiva ed Enti del Terzo Settore.
Per comprendere la portata delle responsabilità che gravano su queste realtà, occorre in primo luogo ricomporre il quadro delle fonti. Il punto di partenza è il Regolamento (UE) 2024/1689, il celebre AI Act, direttamente applicabile negli Stati membri. Il legislatore italiano lo ha accompagnato con la legge quadro 23 settembre 2025, n. 132, che ha tracciato i principi generali a livello nazionale e ha delegato al Governo l’adozione dei decreti attuativi necessari a rendere operativi il sistema sanzionatorio, procedurale e di vigilanza.
In attuazione di questa delega, l’autunno del 2026 ha portato due interventi fondamentali. Il primo è il Decreto Legislativo 9 settembre 2026, n. 160, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre e in vigore dal 30 settembre 2026. Il testo disciplina l’uso dell’IA nelle attività di polizia e i profili di responsabilità civile, penale e amministrativa. Introduce l’articolo 437-bis del codice penale, che punisce l’omissione delle misure di sicurezza e di sorveglianza umana sui sistemi ad alto rischio quando ne derivi un pericolo per la vita o l’incolumità pubblica o individuale, e inserisce nel D.Lgs. 231/2001 l’articolo 25-vicies, che amplia il catalogo dei reati presupposto della responsabilità degli enti.
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