Le Hard Skills e le Soft Skills nella dirigenza dello sport dopo la Riforma
- 14 ore fa
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A cura di Francesco Stasio
Dalla passione alla competenza: il nuovo profilo del dirigente sportivo
La Riforma dello Sport ha introdotto un cambiamento strutturale nel sistema sportivo italiano, incidendo non soltanto sugli aspetti normativi, fiscali e giuslavoristici delle Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche, ma anche sul ruolo e sulle responsabilità della dirigenza sportiva.
Se in passato il dirigente sportivo era prevalentemente identificato come un volontario animato da passione, spirito di servizio e conoscenza della disciplina praticata, il nuovo quadro normativo richiede oggi figure capaci di operare in contesti sempre più complessi, caratterizzati da obblighi amministrativi, responsabilità organizzative, adempimenti in materia di lavoro sportivo, sicurezza, tutela dei minori, privacy, rendicontazione e sostenibilità economica.
In questo scenario emerge la necessità di riflettere sulle competenze che il dirigente sportivo del futuro dovrà possedere e sviluppare. Da un lato assumono crescente importanza le Hard Skills, ossia le competenze tecniche e specialistiche legate alla conoscenza della normativa sportiva, della fiscalità, della gestione delle risorse umane, della sicurezza sul lavoro, del safeguarding, della digitalizzazione e dell’utilizzo degli strumenti tecnologici e dell’intelligenza artificiale. Dall’altro, continuano a rappresentare un elemento imprescindibile le Soft Skills, quali leadership, capacità di comunicazione, ascolto, negoziazione, gestione dei conflitti, lavoro di squadra, visione strategica e capacità di costruire reti collaborative con istituzioni, federazioni, enti di promozione sportiva, famiglie e territorio.
La tavola rotonda intende approfondire il rapporto tra competenze tecniche e competenze relazionali, individuando quali siano oggi gli strumenti indispensabili per guidare efficacemente una ASD o SSD e per affrontare le sfide derivanti dall’evoluzione normativa, organizzativa e sociale dello sport.
Particolare attenzione sarà dedicata all’impatto della Riforma dello Sport sulla governance dei sodalizi sportivi, al ruolo della formazione permanente dei dirigenti, alle opportunità offerte dall’innovazione digitale e dall’Intelligenza Artificiale, nonché alla necessità di preservare la dimensione educativa, sociale e inclusiva dello sport sancita dall’art. 33 della Costituzione.
L’incontro rappresenterà inoltre un’occasione di confronto tra dirigenti sportivi, professionisti, rappresentanti delle istituzioni, federazioni, enti di promozione sportiva, studiosi e operatori del settore, con l’obiettivo di individuare modelli organizzativi, buone pratiche e percorsi formativi capaci di sostenere la crescita qualitativa della dirigenza sportiva italiana.
Domanda guida della tavola rotonda
Il dirigente sportivo del futuro dovrà essere principalmente un tecnico esperto di norme e adempimenti oppure un leader capace di valorizzare persone, comunità e relazioni? Oppure la vera sfida sarà integrare efficacemente Hard Skills e Soft Skills in un unico modello di governance sportiva?
Questa domanda costituirà il filo conduttore del dibattito, nella consapevolezza che il successo delle organizzazioni sportive del prossimo decennio dipenderà sempre più dalla capacità dei dirigenti di coniugare competenza, responsabilità, innovazione e visione umana dello sport.
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