LE NUOVE REGOLE PER IL TFR
- 22 giu
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Cosa cambia dal 1 luglio 2026 – con aggiornamento Faq Ministeriali 17 giugno 2026
*riservato agli abbonati con lettera da inviare ai dipendenti e analisi convenienza fiscale
A cura dI Katia Arrighi
Dal 1° luglio 2026 entrano in vigore nuove disposizioni normative in merito alla scelta di destinazione del proprio TFR con un cambio di paradigma decisionale molto forte: o si manifesta la propria volontà su dove destinarlo o l’iscrizione alla previdenza complementare è automatica.
La previdenza complementare nasce per permettere la creazione del cd. Secondo pilastro per cercare di colmare il problema di un sistema pensionistico pubblico che funziona a ripartizione: i contributi di chi lavora finanziano le pensioni di chi è già in quiescenza.
Cosa è la previdenza complementare
La previdenza complementare è il sistema di previdenza privata che consente di integrare la pensione obbligatoria (o pensione di base) con versamenti volontari. Si fonda su una molteplicità di forme pensionistiche (fondi pensione) che raccolgono il risparmio previdenziale degli iscritti e lo valorizzano attraverso i rendimenti ottenuti investendolo sui mercati finanziari.
Chi può aderire alla previdenza complementare
Chiunque intenda costruirsi una pensione complementare, indipendentemente dall’attività svolta, può aderire a un fondo pensione. L’adesione alla previdenza complementare è libera e volontaria.
Come ci si può costruire una previdenza complementare
È possibile costruirsi una pensione complementare mediante l’adesione ad una delle forme pensionistiche complementari – fondi pensione negoziali (chiusi), fondi pensione aperti, piani individuali pensionistici di tipo assicurativo (PIP), fondi pensione preesistenti. I fondi pensione sono vigilati dalla COVIP, l’Autorità di vigilanza preposta al controllo del settore.
Cosa è un fondo di previdenza complementare negoziale e chi può aderirvi :
Il fondo pensione negoziale è una forma di previdenza complementare rivolta ai lavoratori dipendenti privati o pubblici costituito in base all’iniziativa delle parti sociali mediante accordi collettivi a qualunque livello, nonché per effetto di regolamenti aziendali o di accordi fra lavoratori autonomi o liberi professionisti promossi dai sindacati o dalle associazioni di rilievo almeno regionale. È aperto all’adesione dei lavoratori appartenenti a imprese, gruppi di imprese o enti, settori o categorie, comparti o raggruppamenti per i quali trova applicazione l’accordo istitutivo. Per i lavoratori dipendenti, gli accordi collettivi e i regolamenti aziendali individuano la misura minima del contributo del datore di lavoro e dei lavoratori.
Che cos’è un fondo di pensione aperto e chi può aderirvi
Il fondo pensione aperto è una forma pensionistica istituita da banche, SGR, imprese d’investimento e imprese di assicurazione rivolta, in linea di principio, a tutti. Possono aderire a tali fondi anche soggetti che non svolgono attività lavorativa. L’adesione è consentita su base individuale ovvero su base collettiva, in quest’ultimo caso è previsto il contributo del datore di lavoro e, nella prevalenza dei casi, anche il versamento del TFR. I fondi pensione aperti sono istituiti come patrimonio di destinazione, separato e autonomo ai sensi dell’art. 2117 del codice civile, con delibera dell’organo di amministrazione della società.
Cosa è un PIP
l PIP (Piano individuale pensionistico) è una forma pensionistica complementare realizzata attraverso un contratto di assicurazione sulla vita a cui è possibile aderire solo su base individuale indipendentemente dall’attività lavorativa. Il PIP non può essere destinatario di conferimento del TFR per i lavoratori dipendenti del settore pubblico (o con modalità tacite per i lavoratori dipendenti del settore privato).I PIP sono costituiti sotto forma di patrimonio separato e autonomo rispetto a quello della compagnia che li istituisce in quanto è destinato esclusivamente al pagamento delle prestazioni agli iscritti; non può essere utilizzato per soddisfare i diritti vantati dai creditori della società.Sono denominati PIP “nuovi” i PIP conformi al Decreto lgs. 252/2005 e iscritti all’Albo tenuto dalla COVIP. I PIP “vecchi” sono relativi a contratti stipulati fino al 31 dicembre 2006 per i quali l’impresa di assicurazione non abbia provveduto agli adeguamenti previsti dal Decreto lgs. 252/2005 e, pertanto, non possono raccogliere nuove adesioni.
Cosa è l’albo COVIP
È il Registro pubblico tenuto dalla COVIP a cui sono iscritti tutti i fondi pensione vigilati dalla stessa. L’Albo contiene gli elementi identificativi dei singoli fondi (numero di iscrizione, denominazione, indirizzo ecc.) ed è consultabile online nel sito della COVIP. Il numero d’iscrizione all’Albo risulta anche dalla documentazione che il fondo pensione rilascia all’iscritto al momento dell’adesione.
Cosa succede fino al 30 giugno 2026
Il neoassunto ha sei mesi per decidere se aderire o meno; in assenza di scelta opera il silenzio-assenso sulla destinazione del TFR.
Cosa succederà dal 1 luglio 2026
Il lavoratore del settore privato , a norma art. 1, comma 204, L. 199/2025 è iscritto in automatico alla previdenza complementare e ha 60 gg di tempo dall’assunzione per rinunciare o indicare una forma pensionistica differente o mantenere il proprio tfr in azienda .
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