PREMESSA – LE LINEE GUIDA SUL LAVORO SPORTIVO DELL’OIL
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A cura dell'Avv. Giorgio Sandulli
Il 18 marzo 2026 l’OIL - Organizzazione Internazionale del Lavoro ha reso pubbliche le “Linee guida per la promozione dei principi e dei diritti fondamentali sul lavoro e per la prevenzione e l'eliminazione della violenza e delle molestie nei confronti degli atleti professionisti”.
L’OIL è l’agenzia specializzata dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (anche se preesistente alla stessa ONU, essendo stata istituita nel lontano 1919), dedicata a promuovere la giustizia sociale e i diritti umani nel mondo del lavoro; ha una struttura tripartita del tutto particolare, in quanto sono presenti i Governi dei vari Paesi ma anche organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori e si caratterizza per la stipula di convenzioni internazionali appunto sulla materia del diritto del lavoro in senso ampio.
In generale, le linee guida dell'OIL, pur non ponendo nuovi diritti o nuovi obblighi, sono importanti in quanto richiamano principi e diritti esistenti e pertanto vengono prese a riferimento per progettare e attuare politiche o interventi legislativi. Inoltre guidano le Parti sociali responsabili del dialogo nei diversi settori e costituiscono una piattaforma da sviluppare e riempire di ulteriori contenuti.
Da diversi anni l’OIL si interessa al mondo sportivo dal punto di vista della promozione di condizioni per la garanzia di un lavoro dignitoso (decent work) per gli atleti e gli sportivi in genere.
Queste Linee Guida sul lavoro sportivo www.ilo.org/sites/default/files/2026-01/MEVHWS-2026-%5BSECTOR-251202-001%5D-Web-EN.pdf si riferiscono agli atleti professionisti e di alto livello, richiamando le principali Convenzioni e la stessa Dichiarazione dell'OIL e sono di particolare interesse già solo in ragione dell’amplissimo spettro di enti ed esperti partecipanti riunitisi per una settimana a Ginevra: oltre sessanta Stati tra esperti e osservatori (tra cui anche l’Italia); organizzazioni sindacali generaliste; associazioni di rappresentanza degli atleti di vari Paesi (giocatori di baseball giapponesi, rugbisti irlandesi, calciatori …); diverse tipologie di rappresentanti dei “datori di lavoro” tra cui ad esempio la Federazione sportiva internazionale equestre o l’Associazione mondiale delle leghe calcistiche; il Consiglio d’Europa; attivisti dei diritti umani; infine lo stesso CIO con ben dieci direttori e responsabili di varie funzioni.
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